Storia

Bonifacio VIII e gli Spirituali francescani

di Felice Accrocca, esperto in Francescanesimo


Disegno di Gelasio Caetani.
Disegno di Gelasio Caetani.

 

Usciti vittoriosi dalla lunga polemica con il clero secolare, all’indomani del II concilio di Lione (1274) gli Ordini mendicanti avevano ormai assunto una funzione-guida nella cristianità occidentale. Eppure, proprio in quegli anni, l’Ordine francescano visse momenti di tale tensione che portarono alle estreme conseguenze i contrasti tra le diverse anime presenti all’interno della famiglia religiosa, le quali già da tempo si fronteggiavano sulla rispettiva fedeltà alla volontà del fondatore (l’intentio Francisci, come si disse allora con una formula usata da entrambe le parti). Il grosso dibattito, in sostanza, verteva sulla Regola e sulla sua osservanza. Ora, se per i rappresentanti dei frati «della Comunità» l’interpretazione autentica della Regola risiedeva nelle dichiarazioni papali, per gli Spirituali solo le parole e gli atti del fondatore potevano garantire un’interpretazione sicura di quelle che furono le intenzioni e le volontà supreme dell’Assisiate. Sbaglieremmo di grosso, però, qualora pensassimo che la corrente spirituale sia stata una realtà monolitica, perfettamente sintonizzata nel teorizzare una comune vocazione e un’identica interpretazione della Regola, perché vari furono – fra XIII e XIV secolo – i loro modi di essere e di sentire, uniti però da una concezione rigoristica della vita francescana e dall’esaltazione di un ideale di povertà fondato sull’uso limitato delle cose (l’uso povero). 

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Dai De Cabanni ai Caetani di Maenza: le loro insegne araldiche

di Francesco Tetro, architetto e storico dell’arte, Direttore del Civico Museo del Paesaggio di Maenza


Il Castello di Maenza sede del Civico Museo del Paesaggio. (Foto Roberto Tulli)
Il Castello di Maenza sede del Civico Museo del Paesaggio. (Foto Roberto Tulli)


E’ con Margherita II De Cabanni († 1478) che si conclude la breve signoria della sua famiglia su Maenza (una sola generazione) e sarà Francesco III Caetani di Sermoneta (1390 ca.-1460 ca.) a subentrarvi, sposandola (matrimonio ante 1418). La somiglianza degli stemmi delle due famiglie (in entrambi vi compaiono onde e aquile) e l’ipotesi che lo stemma dei De Cabanni di Maenza sia stato uno stemma Caetani errato venne sollevata la Gelasio Caetani che non comprese la dinamica della sua formazione: la nonna paterna di Margherita II De Cabanni era Margherita I Da Ceccano che aveva sposato Carlo De Cabanni (1301- 1340), figlio di quel Raimondo († 1334), conte di Eboli, cavaliere e gran siniscalco del Regno, marito dell’ex lavandaia Filippa da Catania († 1346), divenuta influente magistrissa presso la corte di Giovanna d’Angiò ma che venne in seguito giustiziata a Napoli con il figlio Roberto e la nipote Sancia (figlia di Carlo) perché ritenuta con loro mandante dell’assassinio del principe consorte, Andrea d’Ungheria. Carlo De Cabanni era uno dei tre figli dello schiavo ebreo “moro”, convertito al cristianesimo e affrancato dal cavaliere Raimondo De Cabanni, di cui assunse per legge il nome e, per eredità, le insegne araldiche e le sostanze, oltre una posizione di prestigio presso la corte angioina.

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I Caetani nel territorio pontino e lepino. Memoria storica e realtà attuale.

 di Gabriele Panizzi, già Presidente della Fondazione Roffredo Caetani


Antica mappa dei luoghi dei Caetani attorno a Ninfa (Collezione privata)
Antica mappa dei luoghi dei Caetani attorno a Ninfa (Collezione privata)

 

Il territorio della Provincia di Latina nella parte comprendente i Monti Lepini e la Pianura Pontina, tra il confine nord occidentale del Comune di Cisterna di Latina e il confine sud orientale del Comune di Terracina, è stato caratterizzato, dalla fine del 1200 ai primi decenni del secolo scorso, dalla presenza del Casato Caetani. Segni distintivi di detta presenza sono riscontrabili, in primo luogo, in singoli rilevanti episodi architettonici distribuiti in diversi Comuni (il Castello di Sermoneta e quello di Maenza e i Palazzi di Bassiano, di San Felice Circeo e di Cisterna di Latina, la Villa e il Casino inglese di Fogliano). Anche il complesso di Tor Tre Ponti (che, nella veste attuale, risale al 1790-1796, sullo scorcio della bonifica di Papa Pio VI) può essere annoverato tra gli episodi che scandiscono la presenza dei Caetani nel territorio suddetto, in relazione all’uso agricolo che essi ne hanno fatto a partire dagli anni trenta fino agli anni sessanta del Novecento.

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