Ninfa

GIARDINO DI NINFA. EMERGENZA IDRICA


Il dibattito sui problemi scaturenti dalla prolungata siccità in Agro Pontino e sulla collina pre-appenninica Lepina, con pesanti conseguenze ed ulteriori timori per l'attuale situazione di Ninfa e Pantanello, compie un salto di qualità. E con una sincronia significativa, esso avviene nel momento in cui è esplosa la perturbazione che nella giornata di venerdì 1° Settembre ha, finalmente, portato un pur minimo sollievo all'ambiente secco e riarso con la benedizione di un poco di pioggia e di un abbassamento delle temperature. 

Non siamo, certamente, fuori dall'emergenza, ma almeno campi e piante hanno ricevuto una boccata di ossigeno. Nel contempo, dopo le lettere del Direttore del Giardino e la mia di qualche giorno fa, quel dibattito subisce una forte iniezione di realismo e di scientificità: ciò è dovuto alla lettera che il nostro responsabile del Gruppo di Lavoro per l'Ambiente del Consiglio Generale, geologo dottor Massimo Amodio, ha inviato alla Fondazione e che alleghiamo.

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SEICENTO PICCOLE GUIDE “LAUREATE” QUEST’ANNO AL PARCO PANTANELLO


Sono circa 600 i bambini protagonisti del progetto Piccole Guide di Natura e Cultura, svolto anche quest’anno dalla Fondazione Roffredo Caetani Onlus al Parco Pantanello.

 

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Le “PICCOLE GUIDE di Natura e Cultura “ tornano sui sentieri di Pantanello

Alunni e insegnanti vanno alla scoperta del Parco per la seconda edizione del progetto


 

 

Nello scenario degli ambienti umidi del Parco Naturale Pantanello, popolati da moltitudini di uccelli, anfibi e invertebrati d’acqua dolce, prende avvio la seconda edizione del progetto di educazione ambientale “PICCOLE GUIDE DI NATURA E CULTURA”, promosso dalla Fondazione Roffredo Caetani.

 

Circa 600 bambini delle scuole d’infanzia, primarie e secondarie di I grado del territorio pontino (Latina, Sermoneta, Pontinia, Cori, Bassiano, Sezze e Cisterna di Latina) daranno vita a questa edizione, con le escursioni sul campo, a partire dalla fine di marzo. 

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2017. I giorni di apertura al pubblico del Giardino di Ninfa


 

Il Giardino di Ninfa riaprirà al pubblico ad aprile.

Per il 2017 sarà aperto secondo il calendario sotto pubblicato.

I gruppi che si prenotano possono entrare anche fuori delle date di calendario.

Le scolaresche potranno visitarlo ad aprile e maggio, i lunedì e mercoledì, previa prenotazione.

 

Durante la stagione invernale hanno luogo la sostituzione delle specie floricole e arbustive e i lavori di manutenzione ordinaria dei ruderi.

 

Calendario con le aperture la pubblico 2017:

 

 

APRILE 1, 2, 9, 16, 17, 23, 25, 30
MAGGIO 1°, 6, 7, 14, 21, 28
GIUGNO 2, 3, 4, 18
LUGLIO 1, 2
AGOSTO 5, 6, 15
SETTEMBRE 2, 3
OTTOBRE 7, 8
NOVEMBRE 5

 

 

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Omaggio a Giorgio Bassani 1916/2016. Nei luoghi dei Caetani


Stamattina, venerdì 11 novembre, a partire dalle ore 10 presso il Municipio del Giardino di Ninfa si è svolto un evento dedicato allo scrittore Giorgio Bassani che continuerà nel pomeriggio presso la sede della Fondazione Camillo Caetani di Roma.

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Il maestoso Pioppo nero di Ninfa

di Antonella Ponsillo


Giardino di Ninfa, ponte a due luci. Il Pioppo nero si erge oltre le mura di cinta sulla sinistra della foto.
Giardino di Ninfa, ponte a due luci. Il Pioppo nero si erge oltre le mura di cinta sulla sinistra della foto.

Maestoso e silenzioso custode dei segreti di Ninfa, il “pioppo nero” ha conquistato questo ruolo da decenni, prima ancora che nascesse il Giardino, e ha offerto ospitalità a centinaia di generazioni di animali che fra le sue fronde hanno trovato un sicuro rifugio. Situato nel Giardino a ridosso del muro di cinta, presso il “Ponte a due luci”, è stato ammirato ed osservato con timore quasi reverenziale dai visitatori a partire dalla seconda metà del Novecento. 

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Domenica 9 ottobre apertura straordinaria del Giardino di Ninfa

Raccolta fondi a favore delle popolazioni terremotate del 24 agosto 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta onlus, ente gestore del Giardino di Ninfa, ha deciso di aprire al pubblico in via straordinaria il Giardino di Ninfa domenica 9 ottobre devolvendo il ricavato delle visite a favore delle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto 2016.

L’incasso sarà versato agli Istituti indicati dai Comuni interessati d’intesa con la Protezione Civile.

 

Quando?

Domenica 9 ottobre 2016

 

Dove?

Giardino di Ninfa, Via Provinciale Ninfa, 68, Cisterna di Latina (LT)

 

Orario?         

9,00 – 12,00 /14,00 – 16,00

 

Modalità?

Ingresso con visita guidata

 

Costo?        

€ 12,00 a persona e guida inclusa. Il gruppo si forma con i singoli visitatori giunti sul posto.

Le visite partono ogni dieci minuti circa. 
Il contributo si versa sul posto. Non occorre prenotazione per questa apertura.

 

 

 

Data la raccolta fondi, non saranno applicate le agevolazioni convenzionate e per gruppi.

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Riapre al pubblico il Giardino di Ninfa


Il Giardino di Ninfa riaprirà al pubblico ad aprile, in concomitanza con le festività pasquali.

Per il 2015 sarà aperto secondo il calendario sotto pubblicato.

I gruppi che si prenotano possono entrare anche fuori delle date di calendario.

Le scolaresche potranno visitarlo ad aprile e maggio, i lunedì e mercoledì, previa prenotazione.

 

Durante la stagione invernale hanno luogo la sostituzione delle specie floricole e arbustive e i lavori di manutenzione ordinaria dei ruderi: il Ponte del Macello, a ridosso delle mura di cinta, ha subito un intervento di restauro, e novità di quest’anno, seppur non ancora visitabile poiché la ripulitura è in fase conclusiva, è il ritorno alla luce della Chiesa di San Pietro fuori le mura, già ricoperta da rovi, per la quale si sta studiando un nuovo itinerario di visita per permetterne la fruizione.


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Il giardino degli alberi

di Luciano MontiDocente di Politica Economica Europea alla LUISS di Roma, poeta


Giardino di Ninfa, fiume e rovine (foto Valerio De Rubeis)
Giardino di Ninfa, fiume e rovine (foto Valerio De Rubeis)

 

 

L’incanto di Ninfa è stato prodigioso stimolatore di poeti. Nel precedente numero abbiamo riportato una poesia di Giorgio Bassani. Ospitiamo qui un poema del professor Luciano Monti, ispirato da una giornata di maltempo e di freddo che, evidentemente, non hanno interrotto il flusso di sentimenti che si stabilisce a Ninfa tra il suo giardino, le sue rovine medievali e chi li visita.

È un poema colto, se così si può dire, banalizzandolo; ma è un poema che trae chiaramente ispirazione da letture importanti della letteratura classica cristiana e laica che si potrà leggere in calce al componimento. Tra quegli echi riemergono i quattro fiumi che scorrevano nel Giardino di Eden, ricordati dalle vicende della Mezzaluna fertile: Nilo, Giordano, Tigri ed Eufrate. 


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La Associazione International Friends of Ninfa (Regno Unito)

di Philip, Lord Howard di Penrith, Presidente di IFoN


 


La Associazione International Friends of Ninfa (Regno Unito) – più comunemente nota con la sigla IFoN – è un’associazione no profit istituita nell’ottobre del 2004 per il solo beneficio del Giardino di Ninfa, e i suoi membri riflettono la fama che il giardino ha internazionalmente, in particolar modo in Inghilterra.           

Nel 2008 è stato compiuto un passo importante, in quanto IFoN è entrata a far parte del Consiglio Generale della Fondazione Roffredo Caetani, ente morale proprietario e gestore del Giardino.    

Lo Statuto di IFoN dichiara che l’obiettivo principale è “aiutare ad assicurare la perfetta tutela e conservazione del Giardino di Ninfa, in accordo con la tradizione del passato, come voluto nel suo testamento dall’ultima proprietaria Donna Lelia Caetani Howard”. In tal senso l’Associazione è guidata dalla Fondazione che, come titolare della proprietà dal 1977, anno della morte di Donna Lelia, è responsabile della gestione del giardino e porta innanzi le sue volontà testamentarie, e non solo. In particolar modo IFoN è interessata a sostenere il sistema di valori di Donna Lelia, che si focalizzano sulla qualità, sul carattere, sulla conservazione e sull’ecologia del giardino, e alla tutela dei resti medievali della Città di Ninfa. IFoN opera anche per concorrere a proteggere Ninfa da qualsiasi tipo di sfruttamento capace di compromettere il suo status di paradigma di pratica conservativa esemplare o la sua intima qualità romantica.  

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Acqua. La Sacra Ninfa?

di Fabiola Gnoli, archeologa


 

L’acqua è l’elemento chiave nella storia di Ninfa e del suo territorio, la sua forte presenza caratterizza da sempre le interazioni fra uomo e ambiente naturale.

Nell’antichità l’acqua dolce, che affiorava dalle rocce in luoghi apparentemente aspri, era ritenuta sacra, oggetto di venerazione popolare.

Spesso il culto delle Ninfe si svolgeva in località caratterizzate dalla presenza di sorgenti o torrenti, tra questi rientrerebbe perfettamente il sito dove, nell’VIII secolo d.C., nacque e si sviluppò la Massa di Ninfa, alle pendici del Monte Mirteto, immediatamente sotto la rupe calcarea di Norba e in prossimità di numerose fonti sotterranee.

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Ninfa, un giardino straordinario

di Lauro Marchetti, Direttore del Monumento Naturale regionale "Giardino di Ninfa" e Segretario generale  della Fondazione Roffredo Caetani


Veduta di Ninfa dall'esterno (Archivio Fondazione Roffredo Caetani / Photo Stefano Manfredini)
Veduta di Ninfa dall'esterno (Archivio Fondazione Roffredo Caetani / Photo Stefano Manfredini)


Chi si avvicina a Ninfa, percorrendo la Via Ninfina, difficilmente immagina di trovare quel che visiterà poco dopo, tanto sorprendono e si diversificano l’ambiente esterno e quello interno. Il carattere fortemente mediterraneo della collina lepina, arida e rocciosa, domina dall’alto, ma già poche decine di metri dopo l’ingresso nel giardino, si avverte un mondo capovolto: verdissimo, pieno di acqua, fresco e rigoglioso dove la vegetazione non sembra voglia contenersi in una sua corsa verso l’alto: Lecci, Platani, Cedri, Pioppi e tante altre specie di alto fusto sono cresciute in soli novant’anni, quanto le stesse piante del circondario sono cresciute con il doppio o il triplo del tempo.

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Pantanello: un'area rinaturalizzata

di Massimo Amodio, Consigliere della Fondazione Roffredo Caetani,

geologo, co-autore del progetto “Pantanello”


Il Parco Pantanello in un disegno di Fulco Pratesi
Il Parco Pantanello in un disegno di Fulco Pratesi


L’area del parco di “Pantanello” nasce da una profonda azione di riconversione condotta dalla Fondazione Roffredo Caetani su una cospicua parte di territorio di sua proprietà: una azienda agricola di circa 100 ettari di estensione, posizionata al contorno del Giardino storico di Ninfa, che è stata destinata ad un uso “naturale”. Le motivazioni di questa scelta forte, che ha incontrato alla sua presentazione non poche opposizioni ma che oggi, a poco più di 10 anni dall’avvio dei lavori, inizia a mostrare tutte le sue potenzialità, sono fondamentalmente da ricercarsi in due ordini di ragioni: in primo luogo la necessità di creare un ecosistema di protezione (una sorta di “cuscinetto”) attorno al Giardino storico, più efficace della oramai pluridecennale "Oasi di Ninfa" (1800 ettari di territorio con tutela esclusivamente anti-venatoria); in secondo luogo, dalla constatazione che una pratica agricola economicamente conveniente avrebbe richiesto tecniche e metodi colturali incompatibili con le esigenze di tutela e protezione del Giardino storico e concettualmente disarmonici con le stesse ragioni che – circa un secolo fa – hanno condotto alla creazione del Giardino stesso.

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Ninfa, un luogo, una città, un sito archeologico, un giardino, monumento naturale e paesaggio patrimonio dell'umanità

 di Sofia Varoli Piazza, già Docente presso l'Università della Tuscia in Paesaggistica, Parchi e Giardini


Vegetazione a Ninfa (Foto di Stefano Manfredini)
Vegetazione a Ninfa (Foto di Stefano Manfredini)


Ninfa è stata molte cose prima di diventare giardino, ed è molto più di un giardino. E’ stata prima di tutto un luogo, cioè un ambito naturale destinato, fin da epoche remote, a diventare spazio sacro. Il mito intorno a Ninfa è testimone di realtà storiche arcaiche, legate alla presenza di acque sorgive e di un ambiente di culto. L’acqua dunque costituisce l’elemento qualificato e qualificante, dal punto di vista biologico, storico e culturale, imprescindibile per la vita e la tutela del territorio-ambiente-paesaggio di Ninfa. Ogni nuovo insediamento dipendeva dalla presenza dell’acqua. La città di Ninfa era attraversata da una fitta rete di relazioni ‘materiali e immateriali’ che potrebbero, oggi, ri-dare vita ai resti degli edifici e delle murature esistenti, in un processo evocativo, architettonico urbanistico, di notevole attualità: le mura, la rocca, il Palazzo Comunale, le case, le torri, le porte, le chiese, i mulini, le strade, i ponti e intorno all’abitato le trasformazioni idrauliche, agrarie e naturalistiche. Su Ninfa una città piena di vita, di rumori, di voci, di suoni di campane, di canti religiosi, di cigolio di mulini, era calato il silenzio della distruzione e dell’abbandono: nella seconda metà del XV secolo civitas Ninphe diventa definitivamente castrum dirutum. Intanto l’antica città spopolata si ricopre di edera, di caprifoglio, di piante e di fiori dei luoghi incolti. Ninfa diviene sito archeologico, visitata e descritta dai viaggiatori quando l’aspetto pittoresco delle rovine sposate alla vegetazione, l’opera secolare della natura sull’opera secolare dell’uomo, ha attraversato l’arte dei giardini e del paesaggio, la storia della letteratura e delle arti arti figurative, oggi di rinnovata attualità.

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Ninfa, per una "Pompei del medioevo" degna del ricordo di Gregorovius

 di Alessandro Viscogliosi, Ordinario alla Facoltà di Architettura, “Sapienza” Università Roma


Ninfa, rovine medievali lungo il fiume (Foto di Stefano Manfredini)
Ninfa, rovine medievali lungo il fiume (Foto di Stefano Manfredini)



La sventurata città vesuviana, la cui distruzione ha provocato enorme godimento alle generazioni successive (come cinicamente ha sostenuto Goethe), ha avuto in sorte anche lo strano destino di designare per antonomasia ogni situazione che costituisca uno scrigno di informazioni che diversamente non sarebbero disponibili: pertanto Santorini è la Pompei del periodo Minoico, Mistrà la Pompei del tardo periodo Bizantino e così via, secondo l’estro più o meno felice di chi conia queste definizioni. Cosa manca allora a Ninfa per essere realmente la "Pompei del Medioevo", come volle definirla Ferdinand Gregorovius? La risposta è immediata e, al tempo stesso, sconsolante: Ninfa non è, e non può essere, scavata (almeno in maniera tradizionale) e pertanto non può restituire la massa di informazioni che cela nel suo sottosuolo. Ninfa è eccezionale per il suo essere contemporaneamente rovina e giardino, e l’una non può esistere senza l’altro e viceversa. Esiste però una tecnica per far parlare i muri, ed è quella della ricognizione architettonica che vari professori del Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura di “Sapienza” Università di Roma hanno iniziato a mettere in atto, nel molteplice intento di conoscere meglio l’abitato di Ninfa, le sue fasi storiche, le sue emergenze architettoniche, il suo tessuto urbanistico, la realtà abitativa delle sue case e, buon ultimo, lo stato di conservazione o di degrado di tutte le strutture murarie. Con l’aiuto degli studenti di Rilievo, Restauro e Strumenti e metodi per lo studio della Storia dell’Architettura, nel giro di due anni contiamo di rilevare a scala di dettaglio tutti i muri di Ninfa. Solo alcune delle chiese sono state già oggetto di pregevoli studi (purtroppo in gran parte inediti) mentre fino ad oggi l’edilizia non monumentale è stata rilevata solo in pianta e perdipiù a scala territoriale: ciò significa che l’immagine urbana che se ne ricava risulta cristallizzata solo nelle sue grandi linee e nel momento estremo dell’abbandono. Un rilievo puntuale e caratterizzato delle strutture, costituito da piante, prospetti, volumetrie e indicazioni delle qualità materiche, permetterà non solo di ricostruire un’immagine più precisa del tessuto abitativo, ma di comprenderne meglio i nessi urbanistici, di restituirne le volumetrie, arrivando ove possibile fino ad identificare la funzionalità degli ambienti sulla base degli indizi rimasti.

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BioBlitz al Parco Pantanello


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 17 e 18 maggio 2013 presso il Parco Naturale Pantanello si è svolta la seconda edizione nazionale del BioBlitz Italia.  

Il BioBlitz è un’iniziativa nata negli Stati Uniti nel 1996 su iniziativa del National Park Service e sostenuta dalla rivista National Geographic, che vede ogni anno migliaia di partecipanti, affiancati da scienziati e esperti biologi e naturalisti, impegnati nel raccogliere dati su piante, animali vertebrati e invertebrati, funghi e persino batteri, con lo scopo di coinvolgere i cittadini nel censimento della biodiversità di un parco nel pieno contatto della natura.

A questa seconda edizione del BioBlitz Italia nel Parco Naturale Pantanello, hanno partecipato con interesse più di mille visitatori, fra i quali numerosi bambini che con grande entusiasmo hanno seguito i docenti/scienziati, provenienti dalle cinque università del Lazio, che in veste di ricercatori hanno accompagnato i gruppi all’interno del parco per identificare le specie di fauna e flora. Oltre alle specie endemiche, una riflessione particolare è stata fatta sulle specie aliene infestanti il territorio regionale, grazie al sostegno dell’Agenzia Regionale Parchi (ARP), che ha favorevolmente aderito e partecipato all’iniziativa. Il BioBlitz è durato 26 ore consecutive permettendo così di censire anche gli animali notturni quali farfalle, rapaci e pipistrelli, registrando una vivace curiosità da parte dei visitatori.  

I dati del censimento sono in fase di raccolta, per ora è possibile consultare la Guida al riconoscimento delle farfalle diurne dell’Oasi di Ninfa. I dati raccolti entreranno a far parte della Banca dati regionale della biodiversità, mentre su l’Encyclopedia of Life (eol.org) è già possibile consultare alcune delle specie dell’avifauna di Pantanello.  

Il BioBlitz a Pantanello si è svolto in contemporanea al BioBlitz del Jean La Fitte National Historical Park and Preserve della Louisiana (USA), sabato 18 maggio hanno partecipato al BioBlitz anche il Vice Ambasciatore degli Stati Uniti e il consigliere diplomatico di scienza e natura dell’ambasciata. 

Il BioBlitz nel Parco Naturale Pantanello è stato possibile grazie alla collaborazione di CURSA (Consorzio Universitario per la Ricerca Socieconomica e per l’Ambiente), dell’Associazione Anima Latina, dell’Istituto Pangea, del Corpo Forestale dello Stato, nonché dell’amministrazioni comunali, fra le quali la partecipazione fattiva del Comune di Cisterna di Latina, del POMOS, del Polo Mobilità Sostenibile della Regione Lazio e dell’Università “Sapienza”, di SlowFood e grazie al coinvolgimento dell’Associazione dei Butteri di Cisterna di Latina e dell’Agro Pontino e degli Sbandieratori dei ‘Rioni di Cori’, delle ‘Contrade di Cori’ e del ‘Leone Rampante’, e a tutti coloro senza i quali il BioBlitz non sarebbe stato possibile.  

Al di là dell’esperienza scientifica, il BioBlitz è stato un momento di condivisione di un’esperienza umana e culturale accessibile a tutti rilevante per il territorio.


Fotografie del BioBlitz a Pantanello


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ELENCO SPECIE CENSITE NEL CORSO DEL BIOBLITZ 2013
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