Altri luoghi

San Filippo Neri e la Famiglia Caetani

di Anna Di Falco,  Architetto, progettista del restauro


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Borgo di Fogliano: proposte per la fruizione

Una lettera da parte di Italia Nostra - Sezione Latina e della Fondazione Roffredo Caetani


Archivio fotografico - Fondazione Roffredo Caetani
Archivio fotografico - Fondazione Roffredo Caetani

Latina, 20.07.2015


Al  DIRETTORE dell’AGENZIA DEL DEMANIO ROMA
Al PRESIDENTE del PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO SABAUDIA

Al COMANDO PROVINCIALE del CORPO FORESTALE DELLO STATO LATINA

e p. c. Al COMMISSARIO PREFETTIZIO del COMUNE di L A T I N A

All’UFFICIO TERRITORIALE PER LA BIODIVERSITA’ del Corpo Forestale dello Stato  FOGLIANO - LATINA


Oggetto: proposte relative al Borgo di Fogliano.


Premesso che il borgo di Fogliano costituisce un sito di grande interesse storico – paesaggistico, molto frequentato dai cittadini di Latina e non solo, la Fondazione Roffredo Caetani e l’Associazione Italia Nostra – Sezione di Latina, con spirito collaborativo ed a seguito di una serie di riunioni e contatti informali (i quali, purtroppo, non hanno avuto gli esiti sperati), intendono dare il loro contributo al Corpo Forestale dello Stato e all’Ente Parco del Circeo, al fine di creare le condizioni per una migliore ospitalità nel meraviglioso sito in questione,  nel rispetto della grande storia ivi costruita dalla Famiglia Caetani e della grande bellezza dei luoghi, e nell’altrettanto rispettoso riguardo per le competenze che gli Enti citati  hanno sugli stessi luoghi.

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Il Circeo nella leggenda e nella storia - Palazzo Caetani

di Tommaso Lanzuisi


L'antica piazza del paese (Olio del pittore sanfeliciano, Ottavio di Cosimo)
L'antica piazza del paese (Olio del pittore sanfeliciano, Ottavio di Cosimo)


Dopo la morte di Alessandro VI (agosto 1503), Guglielmo Caetani, figlio di Onorato III, designato erede universale, rientro in possesso dei feudi aviti. Era stato costretto a fuggire subito dopo la scomunica comminata ai Caetani da Alessandro VI, rifugiandosi a Mantova presso i Gonzaga.

Il 18 Agosto del 1503 moriva Alessandro VI. Appena appresa la notizia, Guglielmo lasciava Mantova a spron battuto e giungeva a Sermoneta accolto dal popolo esultante […].
E finalmente Giulio II (Giuliano della Rovere, 1503-1513), con un Breve del 3-1-1506, permise a Guglielmo di ricostruire e ripopolare questo castel¬lo: «Poiché (dopo la distruzione operatavi da Alfonso D'Aragona) il detto monte, situato sul mare, e divenuto inabitabile a causa dei pirati, che spesso vi sbarcano di notte e vi commettono molte razzie, noi, stimando che, se detto castello venisse ricostruito, si eliminerebbero tante razzie e danni e si apporterebbe non poco vantaggio anche alla santa sede, volendo seguire l'esempio di Sisto IV, nostro zio paterno, il quale reintegro Onorato Caetani, tuo genitore, nei diritti e nella giurisdizione del castello, ti concediamo la facoltà, secondo la richiesta tua e di altri, di restaurare e di riedificare questo castello con la sua arce, come era prima della sua distruzione...»[…].


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I Monti Lepini coronano

di Pier Giacomo Sottoriva, Presidente Fondazione Roffredo Caetani onlus


 Aspetti del monte Semprevisa, la più alta cima dei monti Lepini (1536).
Aspetti del monte Semprevisa, la più alta cima dei monti Lepini (1536).
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Il palazzo Caetani di Fondi

di Giovanni Pesiri, storico, Consigliere della Fondazione Roffredo Caetani


Fondi, Palazzo Caetani, fronte piazza Unità d'Italia (Foto Michele Venditti)
Fondi, Palazzo Caetani, fronte piazza Unità d'Italia (Foto Michele Venditti)

 


Prima del XII secolo i dati circa l’ubicazione e le caratteristiche della residenza dei signori di Fondi sono quasi inesistenti. Sappiamo, infatti, che dal 984 al 1140 un ramo della famiglia dei duchi di Gaeta governò senza interruzioni il “ducato” autonomo di Fondi, ma non è possibile per ora accertare dove abitavano i duchi o consoli fondani. Dopo il 1140 i dell’Aquila, signori normanni investiti della contea di Fondi, eressero un torrione quadrangolare con funzioni residenza-fortezza, ma di un vero e proprio palatium signorile in questa città si può parlare solo con l’avvento del conte Roffredo Caetani nel 1299. 

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La cappella Caetani della cattedrale di Anagni

di Gioacchino Giammaria, Storico e ricercatore, Direttore dello Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale


Cappella Caetani di Anagni, con lo stemma della famiglia
Cappella Caetani di Anagni, con lo stemma della famiglia

Sul lato occidentale della cattedrale di Anagni, come corpo aggiunto, si trova la nota cappella che la famiglia Caetani fece erigere verso la fine del secolo XIII. Secondo quanto fino ad ora accertato, nel 1292, prima che Benedetto Caetani salisse sul trono pontificio, la cappella era stata completata, dedicandola a san Giovanni Evangelista. I Caetani già avevano una cappella dentro la medesima chiesa, dedicata ai santi Pietro e Paolo, luogo delle loro sepolture, ma la politica di potenza che la Famiglia cominciò ad esercitare con l'assunzione al cardinalato di Benedetto, oltre all'acquisizione di feudi, richiedeva altre evidenze simboliche fra le quali palazzi residenziali e un più visibile monumento consono colla importanza conseguita. Quindi venne costruito un nuovo edificio - una cappella celebrativa, di stile gotico - addossato alla Cattedrale, che da un lato andava a soddisfare l'orgoglio e le esigenze familiari e dall'altro aggiungeva un altro “monumento” al già esistente monumento religioso. Per erigere il manufatto si dovette interrompere il portico romanico che costeggiava il lato occidentale dell'edificio sacro e ricavare un ambiente dove ospitare il nuovo organismo. Le fasi costruttive non sono ben chiare, anche perché vi sono evidenti “ripensamenti” edilizi (come, ad esempio, dimostra una evidentissima monofora, tamponata all'interno, forse per realizzare parte del programma pittorico) ma è certo che l'edificio si costruisce con tecniche diverse: ad esempio si impiegano scapoli lapidei di minore grandezza rispetto a quelli utilizzati nei muri dell'edificio maggiore. All'esterno appare un corpo molto compatto con al di sotto un portico dotato di un arco gotico che non s'allinea con il precedente portico romanico, un parato costruttivo molto regolare e tutto l'insieme dà l'impressione di voler essere un corpo ben distaccato dall'edificio primiero.


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Il sito medievale di Asprano (Roccagorga) una testimonianza da recuperare

 di Pier Giulio Cantarano, Architetto


Edifici medievali della località Asprano (Roccagorga)
Edifici medievali della località Asprano (Roccagorga)


Il sito archeologico di Asprano si trova sullo sperone finale di Monte La Difesa, al termine meridionale dei monti Lepini occidentali, a est del territorio di Roccagorga verso il confine di Maenza. Di facile accesso dai due Comuni limitrofi, ne ha seguito le vicende storiche, appartenendo ora a questo ora all’altro. Attualmente, ricade nel territorio rocchigiano per le strutture murarie, mentre le antiche pertinenze agricole e la (o le) necropoli, in quello maentino. Dal sito Roccagorga dista meno di due chilometri e Maenza circa sei.

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L'Appia antica e il Castrum Caetani

di Daniela Esposito, Professore Ordinario di Restauro Architettonico, Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio presso "Sapienza" Università Roma


 

Il castrum Caetani sorto sul mausoleo di Cecilia Metella, al terzo miglio della via Appia, rappresenta un caso che, se per alcuni versi si attiene al processo di trasformazione dell’insediamento duecentesco della Campagna Romana, per altri si mostra del tutto eccezionale. Sembra dunque che, anche in questo caso, come in quello di Ninfa e Sermoneta, i Caetani abbiano svolto un’intensa attività di acquisizione, trasformazione e ampliamento di strutture di un insediamento preesistente. A Capodibove essi si trovarono di fronte a un casale situato a poca distanza dalle mura della città, a una residenza rurale appartenuta a una famiglia del ceto nobiliare cittadino romano. Il processo di acquisizione, ripresa e ‘ammodernamento’ di un tale insediamento nel territorio del districtus Urbis è un aspetto dell’avvicinamento della famiglia Caetani a Roma, culminato, come già detto, con l’acquisto della Torre delle Milizie nel 1301. Anche l’eccezionalità dell’ubicazione del castello, a meno di cinque chilometri da Roma (rispetto alla norma che vede collocate tali fondazioni almeno a dieci-dodici chilometri dalla città), può essere spiegata proprio attraverso la volontà politica della famiglia Caetani, sostenuta dal papa Bonifacio VIII. Solo la forza politica di quel pontefice poteva favorire la creazione di un castello così prossimo alla città, una scelta altrimenti in contrasto con le intenzioni e le aspettative del comune romano fra la fine del Duecento e i primi anni del secolo successivo.

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