Live of Great Gardeners

di Stephen Anderton


La casa editrice londinese dedica un volume a quaranta fra i migliori giardinieri di tutto il mondo degli ultimi 500 anni. Fra essi figura anche Lelia Caetani e il Giardino di Ninfa.

 

 

Piacevole e accessibile – il libro racconta le vite di uomini e donne, molti dei quali artisti pluridisciplinari, che hanno creato alcune dei giardini più straordinari del mondo e la cui eredità continua ad essere fonte di ispirazione.

Si leggerà come questi grandi giardinieri siano nati nei contesti più diversi. Alcuni giardinieri aristocratici, altri progettisti di professione con esperienza internazionale. Alcuni sono giunti alla realizzazione di giardini dalla scultura o dalla pittura, altri sono stati dei botanici o dei vivaisti. Ciò che hanno in comune è l’abilità nell’avere un’idea e svilupparla per incontrare le necessità e l’estetica del loro tempo.

Il libro è organizzato in quattro sezioni tematiche. Giardini delle idee si muove dai giardini politicamente allusivi del diciottesimo secolo in Inghilterra al giardino scozzese di Charles Jencks ispirato dalla cosmografia del ventesimo secolo. Giardini regolari esplorare le vite dei grandi giardinieri formali, da La Nôtre a Versailles al razionalismo minimal inglese dei designer contemporanei come Christopher Bradley-Hole.  Giardini morbidi si apre con il grande esponente del paesaggismo inglese, “Capability” Brown, e si sposta poi verso lo straordinario designer brasiliano Roberto Burle Marx. Infine Giardini delle piante passa dal padre del giardino naturale William Robinson, al giardino delle erbe spontanee di Piet Oudolf. In questa sezione v’è un capitolo dedicato a Lelia Caetani e al Giardino di Ninfa.

 

Il volume è in lingua inglese. 

 

Lives of the Great Gardeners

di Stephen Anderton

 

 

Thames&Hudson, 2016

Un architetto paesaggista a lavoro con i suoi strumenti, il suo costume ed il suo apparato. [Martin Engelbrecht, c. 1721]
Un architetto paesaggista a lavoro con i suoi strumenti, il suo costume ed il suo apparato. [Martin Engelbrecht, c. 1721]

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