Marguerite Caetani (1880-1963)

di Lorenzo Salvagni, Ph.D., Università del North Carolina a Chapel Hill (USA)


J.E. Vuillard, Marguerite Chapin nel suo appartamento con il suo cane, 1910
J.E. Vuillard, Marguerite Chapin nel suo appartamento con il suo cane, 1910

Mecenate, animatrice culturale, fondatrice-editrice di due riviste letterarie, esperta giardiniera: questo il sunto delle principali attività di Marguerite Chapin-Caetani, moglie di Roffredo e madre degli ultimi due esponenti della stirpe caietana, Camillo e Lelia. Marguerite rimane ancora per molti versi una figura enigmatica; non amava far parlare di sé e non scrisse un libro di memorie, a differenza di molte dame dell’alta società che le furono vicine nell’arte e nella vita. La fonte principale di notizie su Marguerite è la sua corrispondenza: centinaia di lettere conservate in archivi e biblioteche europee e statunitensi, testimonianze che offrono una prospettiva unica sulla storia letteraria, artistica e sociale del Novecento. 

Marguerite nasce con ogni probabilità a Rocklawn, la villa di campagna dei Chapin nei pressi di Waterford, nel Connecticut. Come tante altre ragazze della sua età e classe sociale, Marguerite riceve un’educazione eterogenea e disordinata, ma che instilla in lei ammirazione e curiosità per l’arte e la cultura europee. Studia canto e recitazione, impara il francese, il tedesco e l’italiano, frequenta assiduamente i migliori salotti e teatri di New York. Il trauma dovuto alla precoce scomparsa di entrambi i genitori e la difficile convivenza con la matrigna sono tra i fattori che spingono Marguerite a lasciare gli Stati Uniti; nel 1902 la giovane ereditiera si imbarca per la Francia insieme a una dama di compagnia canadese.


Marguerite si integra rapidamente nel mondo dell’alta società parigina; stringe amicizia con i Bibesco, nobili rumeni che vantavano innumerevoli contatti nell’ambiente artistico-letterario, e con Natalie Barney, anche lei cittadina americana e animatrice di uno dei più importanti salotti della città. Nel 1911, grazie alla mediazione di un comune amico, Marguerite inizia a frequentare il compositore Roffredo Caetani. I due si sposano nell’ottobre dello stesso anno, a Londra: da allora Marguerite assume il titolo di Princesse Bassiano, “principessa di Bassiano”. 


Al termine del primo conflitto mondiale i Caetani si trasferiscono nella sontuosa Villa Romaine, a Versailles, con i figli Lelia (1913) e Camillo (1915). Qui organizzano ricevimenti per ospiti di riguardo come James Joyce, Igor Stravinsky, Paul Valéry, Pablo Picasso e Giuseppe Ungaretti. Dai simposi di Versailles Marguerite ricava l’ispirazione per la sua prima rivista letteraria, Commerce (1924-1932). È una revue deluxe, una rivista di lusso orgogliosamente elitaria, priva di una vera redazione e di una ben definita linea editoriale; la sua forza sta nell’autorevolezza dei direttori (Paul Valéry, Valery Larbaud, Léon-Paul Fargue) e dei consulenti scelti da Marguerite per selezionare il meglio della letteratura internazionale.


La crisi finanziaria dei primi anni ’30 colpisce le rendite di Marguerite, costringendola a sospendere la pubblicazione di Commerce. Lei e il marito si trasferiscono in Italia per ridurre le spese e facilitare gli impegni di Roffredo, sempre più coinvolto nella gestione dell’immenso patrimonio dei Caetani dopo la “fuga” dall’Italia di Leone e la morte di Gelasio. Il trasferimento permette alla coppia di trascorrere più tempo nel giardino di Ninfa, che sotto la loro supervisione si avvia a diventare un’oasi naturalistica unica al mondo. 


Gli anni della guerra sono i più difficili per i Caetani. Camillo, il loro unico figlio maschio, cade sul fronte albanese nell’inverno del 1940. Marguerite ne è devastata, ma non abbandona la passione per la letteratura: l’anno successivo confida alla sorella Katherine il suo sogno di fondare una seconda rivista letteraria dal taglio antologico, cosmopolita e multilingue. A guerra finita, nel 1948, compare in un ristretto numero di librerie specializzate il primo numero di Botteghe Oscure, rivista che per dodici anni offrirà ai suoi lettori un’imponente selezione di poesia e narrativa di paesi e tradizioni culturali diverse, dalle Americhe all’Europa, con incursioni in repertori meno conosciuti come la lirica coreana, olandese, greca. Botteghe Oscure favorisce il processo di sprovincializzazione della cultura italiana, instaurando un fruttuoso dialogo culturale tra le due sponde dell’Atlantico.


Marguerite si spegne a Ninfa nel 1963, due anni dopo la morte di Roffredo e tre anni dopo aver dato alle stampe l’ultimo numero – il venticinquesimo – di Botteghe Oscure. Molti degli scrittori da lei pubblicati e sostenuti con totale convinzione e dedizione sono oggi considerati tra i più grandi del Novecento.    

Scrivi commento

Commenti: 0