Personaggi della famiglia Caetani: Gelasio Caetani

 di Pier Giacomo Sottoriva, Presidente della Fondazione Roffredo Caetani


Gelasio Caetani, ambasciatore italiano a Washington (U.S.A.), nel 1923 (Photo Library of Congress)
Gelasio Caetani, ambasciatore italiano a Washington (U.S.A.), nel 1923 (Photo Library of Congress)


Gelasio Caetani (1877-1934) fu ingegnere civile con laurea a Roma, e minerario con laurea alla Columbia University di N.Y.C; operaio in miniera, poi dirigente, poi inventore di sofisticati macchinari per estrarre metalli; fu mineralogo, soldato coraggioso ed eroe della I Guerra mondiale, uomo politico (consigliere comunale a Roma nel 1920, deputato nel 1921, senatore del regno nel 1934), manager (vice presidente della neonata Agip, direttore generale per l'Italia della Aluminium Ltd, compagnia canadese), poliglotta, primo bonificatore in palude pontina, consulente tecnico del Governo per la stessa bonifica, Presidente della Società per lo studio della malaria; fu "inventore" di Ninfa, restauratore del castello Caetani a Sermoneta, agricoltore, apicoltore, importatore e impiantatore di colture fruttifere, abile e consumato disegnatore, amateur fotografico, inventore di fiabe (la “bella Ninfa”), cultore della storia di famiglia cui dedicò una decina di importanti e noti volumi di studi e collazioni, valente scultore (due quadriennali a Roma, due biennali a Venezia, studi a Parigi), accademico linceo, membro del CNR, e infaticabile appassionato di viaggi anche avventurosi, curatore e tutore di beni culturali e naturalistici (vice presidente della Commissione nazionale per i beni artistici e monumentali; ispettore onorario archeologico): E fu uomo generoso, impegnato ad alleviare le sofferenze altrui (operò per i soccorsi nel terremoto di Avezzano e nella prima Guerra mondiale, quando dette aiuto ai Belgi aggrediti dalla Germania; fece ripetutamente donativi a persone bisognose).

Fu ambasciatore italiano a Washington (1922-1925), e nella capitale americana contribuì alla costruzione della nuova ambasciata italiana. Fu, al rientro, nominato ambasciatore onorario e presidente della Commissione per acquistare nuove sedi diplomatiche all’estero. Era uomo incapace di non lasciarsi coinvolgere in ogni cosa che lo interessasse, così come fu incapace di indugiare su una esperienza oltre il tempo che riteneva sufficiente a percorrerla e a viverla pienamente. Di carattere non aggressivo, ed anzi educato alla gentilezza dei modi dal milieu familiare, era tuttavia intollerante delle altrui durezze e prepotenze; era generoso soprattutto con i suoi più modesti sottoposti, fossero i minatori dell’Ovest americano, i soldati-zappatori del Col di Lana, i contadini pontini o i coloni umbri e marchigiani che richiamò in terra di bonifica, ma fu anche insofferente e pronto ad esplodere verso i dipendenti infedeli, i presuntuosi, i finti eroi, gli approfittatori, i prepotenti e gli stupidi; amante del buon vivere ma pronto ad adattarsi al duro letto di legno delle miniere americane o alla modesta branda del cantiere di Ninfa; amorevole verso i suoi genitori e fratelli, e disponibile ad accollarsi i loro problemi, ma pronto a richiamare chi, a suo avviso, appariva poco diligente; cordiale e capace di stringere amicizie, ma battagliero verso chi non riteneva amico. Una delle pochissime cose in cui non si cimentò fu il matrimonio, perché, scrisse alla madre, “la mia idea è che il matrimonio potrebbe impedirmi tutte le mie attività”. E l’operare era l’unica cosa cui non volle rinunciare. Fu il quinto di sei figli nati da Onorato Caetani duca di Sermoneta e da Ada Bootlle Wilbraham, britannica.

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